In questa serie fotografica, l’artista esplora il fragile equilibrio tra la natura e l’avanzare implacabile dell’urbanizzazione. Le immagini, sospese in un’atmosfera di nebbia e silenzio, mostrano colline e alberi che sembrano ritirarsi, quasi a nascondersi dalla minaccia grigia del cemento. La composizione è essenziale, ma carica di tensione: il paesaggio naturale viene progressivamente coperto, invaso, appiattito. Le superfici artificiali – lisce, fredde, lineari – contrastano con le forme organiche e imprevedibili del bosco, dando corpo a un conflitto visivo che riflette una realtà più ampia e urgente. L’opera non offre soluzioni, ma pone una domanda chiara: quanto spazio siamo ancora disposti a concedere alla natura prima che scompaia del tutto?
È un invito a rallentare, osservare e soprattutto preservare.